Corri e non resterai mai senzafiato!
C'è tanta solitudine in quell'oro. La luna delle notti non è la luna che vide il primo Adamo. I lunghi secoli della veglia umana l'hanno colmata di antico pianto. Guardala. E' il tuo specchio. (J.L.Borges)

chi sono?
"...Ella non sorrideva; ma sembrava che s'appoggiasse su ogni parola come per comunicare a ciascuna il suo proprio peso, il peso della sua potenza e della sua imperfezione e di tutto l'ignoto ch'ella portava dentro." (Thanks to A. Sperelli!)

odio...
La stupidità omnia in ogni manifestazione umana!

...e amo
I libri e l'odore della carta. Il profumo dell'aria. I colori del mondo. La bellezza nascosta.

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martedì, 16 settembre 2008

Se la bellezza fosse un oggetto, un’entità tangibile e afferrabile, basterebbero un bisturi, un modello e due mani in grado di riprodurla e si sarebbe possessori di bellezza. Una bellezza corporea è facile da ottenere in fondo, tutti potremmo possederla in senso letterale, sessuale se vogliamo, poiché ci infileremmo dentro essa a forza. Eppure…eppure se fosse davvero così semplice nessuno più si affannerebbe a cercarla spasmodicamente e con ogni mezzo. Se fosse così raggiungibile la bellezza perderebbe di vitalità, sarebbe una mela tra tante, da prendere e sbocconcellare distrattamente senza sentirne il sapore, un panino Icaro da Autogrill, ugualmente insapore e omologato in tutto il mondo.

Invece la “bellezza” è un’entità indefinibile e impossibile da rendere tangibile, un’ideale sublime da rincorrere e ricercare con la mente e i sensi prima che con il corpo. Più la si cerca e meno ci si avvicina ad essa, sarebbe come tentare di afferrare con mani umane l’aria che si respira per vivere. La bellezza è un’idea quasi platonica che esiste pura e completa in un mondo iperuranico non terrestre inumano. A volte qualche goccia scende su noi umani e qualcuno sa riconoscerla, creando un filo tra l’incarnazione di quella goccia e lui. Sicché la bellezza prende forma in virtù di questa relazione. Ci si illude che questa goccia ci possa rendere immutabilmente belli nel tempo. Ma anche questa è una sciocca illusione; il tempo si evolve su di noi e con noi modifica anche un afflato generosamente donatoci. Un sospiro morbido, algido e caldo, cupo e lampante…indefinibilmente perfetto che mai ci appartiene poiché siamo finiti e confinati in carne e materia.

 

 

“La bellezza è un ideale dinamico. E’ una forma relazionale dinamica che si modifica negli occhi di chi guarda e nel soggetto guardato e si muove in relazione ad un piano temporale.”


venerdì, 22 agosto 2008

Un giorno pezzi di storia fatta memoria di uomini prescelti, andrà perduto co la loro morte. Nulla può compensare tale perdita e tanto basta a cambiare una giornata. Siamo fallaci e fuggevoli e siamo così ridicoli ad affannarci come cieche formiche nella quotidiana farsa.
Siamo quello che concludiamo in termini di stipendio mensile...triste realtà della vita. Eppure ci sono uomini che sono perchè hanno vissuto e di tale vita fatta di attimi non certo di stipendi e successi sociali.
...poco fa è morto uno di questi uomini; Mario Rigoni Stern, oggi un amico-compagno mi ha fatto incontrare le parole di un altro di questi uomini straordinari...e adesso chiudo la mia giornata pensando che al di là di tutto io questa giornata l'ho vissuta e anche se non ho concluso nulla, ho un pezzo di vita da trasformare in memoria e ricordi, brutti e cupi, ma è vita lo stesso!

Buon fine settimana a tutti!sulla strada di casa...


martedì, 19 agosto 2008

E’ tutto finito, l’aria fredda delle latitudini a nord est ha infranto il sottile velo vaporoso di cristallo dietro cui mi ero rifugiata. Una quinta leggera che mi aveva allontanato dal palcoscenico quotidiano delle ordinarie menzogne e delle comuni gocce di sale. Come un pessimo clown torno a far saltelli, lazi e scherzi buffi per far vivere il mondo a cuor leggero. Indosso un papillon rosso ingombrante che mi soffoca ogni volta che deglutisco ad ingoiare l’amaro, un abito troppo stretto da cui fuoriescono rotoli molli e gelatinosi di un elefante, scerpe grandi e ridicole che mi incatenano a questo suolo con i piedi che sanguinano perchè sempre tesi a fuggire in acque fresche e sapide. Ecco il clown del vostro circo quotidiano, ecco il clown che fino a poco tempo era libero di essere clown felice, Antigone dolente, Medea iraconda, Giulietta innamorata, Ubu ridicolo e avido o Elena lasciva e passionale.

Il palcoscenico è tiranno, vuole un solo personaggio, una sola trama…ma dietro quella quinta colorata dei rossi dei tramonti di fuoco, dei blu delle notti calde, del verde del mare in burrasca e dei mille colori racchiusi dalle mie colline…beh li dietro c’è una vita che segue le regole naturali, che non imprigiona i suoi attori in ruolo ma che lascia loro la possibilità di scegliere…di essere uno nessuno e centomila, di tornare ad essere acqua liquida incomprimibile e multiforme…ed ora…la quinta è sparita…e signori e signore, mettevi comodi e godetevi questo spettacolo quotidiano, che la vita leggera vi allieta con la ridicola maschera di clown osceno!

Crocifissione


sabato, 09 agosto 2008

Si passano ore sulle pietre bianche...e poi si passano ore tranquille, mezzo assopiti dal sonno e dalle immagini di giornate felici. Calda e dolce è l'estate a queste latitudini, giornate così calde che passi la notte sveglia a rotolarti sul pavimento in cerca di frescura, giornate limpide che salti giù dal letto, trangugi un caffè bollente e ti precipiti al mare a fare il bagno e a sonnecchiare beata su quello scoglio nascosto che ti lascia il permesso di farti bagnare dall'acqua in andirivieni di spuma candida.

E' tutto pacifico, finalmente...un amico torna spento dal nord ma tu sei felice di vederlo al punto che finalmente gli dai quell'abbraccio che covavi inespresso da nni.

Un'estate di lampi notturni in lontananza, di cieli rossi che sembrano finti, una stagione le cui giornate profumano di erba secca, di polvere di strade disconnesse e di pomodori maturi...tutto sereno...e una voglia di condividerla con le persona che ami...e anche se lontane le pensi così tanto che non possono non sentirlo...un'estate per M., per Sabrina, per Silvia..per Bea...per Phil..per Max....anche se molte parole sono sempre rimaste sospese tra le molecole umide della nebbia...e buona notte a tutti voi!


martedì, 29 luglio 2008

Alle volte accade che cammino per kilometri lungo il mare, cammino senza parlare con la voce, cammino facendo parlare i miei piedi che calpestano acqua e sassi e sale. Il sole è alto e dalla superficie del mare annuso aria densa di sale e calore, controluce la spiaggia perde i suoi contorni tra le pieghe tremule di un continuo miraggio acquoso. Un piccola grancio si nasconde negli anfratti di uno scoglio cavo.
Alle volte accade che cammino per molto tempo sensa sentirlo, attraverso lo spazio come se il mio tempo non esistesse, cammino senza parlare ma ascoltando i miei pensieri mescolarsi con la spuma di onde che muoiono tra i miei passi.
Alle volte cammino per ora sulla spiaggia e sento la pace, la calma, il delirante ululato di un gatto che azzanna feroce...
Alle volte cammino e penso alle persone che hanno fatto qualche passo insieme a me, ad alcune associo tenerezza, amicizia, fiducia...ad altre solo un ricordo ma chiunque passi dalla mia vita lascia sui miei passi un'impronta alle volte così pesante da risultare indelebile anche dal tempo.
Alle volte accade che cammino e sorrido al pensiero di avere una piccola vita che a casa ha bisogno di me per continuare a miagolare...non è nulla ma prendersi cura di una vita come io avrei voluto che la vita si prendesse cura di me, è taumaturgico, mi consente di palpare le viscere palpitanti del mio io femmineo più nascosto e vitale...quello che dimentico per vivere in una vita quotidiana di muretti secchi costellati di cocci acuminati di vetri infranti.

Alle volte accade che ti senti così infinetisimale in un'angolo coperto di spiaggia, alconfine tra il mare e una vecchia ferrovia abbandonata, sola...con la Terra ai tuoi piedi...e allora misiedo su uno scoglio, mi levo gli occhiali e guardo l'orizzonte finchè un'onda mi attira in mare e mi tuffo a nuotare.

...e buona giornata a tutti!DSC03672


mercoledì, 23 luglio 2008

Salgono lampi sulfurei dalla terra al cielo, piovono da nuvole pesanti scariche elettriche rabbiose che illuminano l’acqua furiosa del mare.

Le intemperie dell’atmosfera sembrano sedare le mie tempeste umorali. Una birra mi tiene compagni e accanto un compagno silente, la pace!

Le viscere deflagrano insieme alle molecole d’aria sbattute dal vuoto del tuono, l’acqua spumeggia rabbiosa e il mare sputa tutto il suo sale sulle mie piaghe, sfrigolo e mi contorco ma con dentro allo stomaco una sensazione di pace. Tutte le ore disperate si dissolvono, mi resta tra le dita una sabbia fine di ricordi melanconici, una lacrima di addio un beffardo sorriso di coscienza.

Vivere su due dimensioni temporali per me è una supplizio, sono un Tantalo disperato e legato al palo crudele della realtà, con un rapace uomo che mi strappa il futuro da uno stomaco che sanguina e si rimargina di putrefazione continua.

Eppure in mezzo a tutta questa elettricità…mi sento respirare con fiato placido, un pensiero che cavalca le cariche elettriche e viaggia attraverso lo spazio dei cieli e raggiunge chi davvero mi ama, chi davvero vuole me per quello che sono, non l’ombra perfetta di un reale imperfetto.

Chiudo gli occhi mentre le nuvole si illuminano ancora di riflessi azzurri e violacei, salgo in macchina e risalgo la collina per andare a casa a godermi lo spettacolo dall’alto, a prendermi un altro po’ di pace.


lunedì, 14 luglio 2008

In strada al mattino presto guardo il sole che sorge, le albe e i tramonti che a Trento non posso vedere mi fanno sussultare il cuore. Sono vagamente agitata, ho un po’ di paura…paura di deludere, paura di non essere sufficiente, paura di non riuscire ad essere quella che sono, paura di non saper dire le parole che ho da dire.

Un sorriso e poi una parte dei timori sfuma, sorrido anche io non importa il resto.

La salita è impegnativa per le mie membra fiaccate dal virus ma non importa, mi diverto, mi concentro sul mio corpo, sulle rocce, sulle parole che mi vengono raccontate, sul tono di voce. Respiro aria fresca, le mani sono polverose e il sudore mi inumidisce la pelle che si stira sulla colonna vertebrale e scende col sale a bruciare gli occhi. Sorrido e sono serena, persino le mie fobie sembrano non essere poi così grandi, mi sento tranquilla e leggera come i corvi che vediamo giocare con le correnti fredde sulle cime. Il paesaggio alle volte mi lascia immobile, temo che non si possa comprendere la mia sosta…ma dopo aver passato mesi senza orizzonte finalmente posso guardare oltre il limite della mia vista e questo spesso è così forte che mi fa tremare le gambe.

Poi in cima finalmente…non so perchè ma sto così bene che non voglio nemmeno parlare, ogni parola non sarebbe che un’ombra di quello che sento. Aria fresca che viene voglia di saltare di sotto nel vuoto.

Iniziamo a riscendere…ho paura ma poco per volta vado avanti, ho paura di essere troppo lenta ma ogni volta il mio compagno di viaggio mi rassicura…ride della mia goffaggine e io ne rido ancora di più. Finalmente arrivo anche in fondo, sono contenta, ho fatto qualcosa che da sola non avrei mai fatto, ho fatto qualcosa che non facevo da due anni, sono scesa con le mie gambe lungo una strada di rocce e sassi..impervia…l’ultima volta in fondo c’ero arrivata senza fiato per la paura. Stavolta sono scesa sorridendo.

Torniamo indietro…è finita la giornata, mi godo gli ultimi scampoli del mio compagno di viaggio, sono felice quando parla di chi riesce a dargli un po’ di serenità, è bello guardare occhi che si illuminano a parlarne. Io ho perso quasi la parola…ma mi godo l’empatia.

Ai saluti mi sfugge la possibilità di parlare ma è solo in virtù della pace…un abbraccio e un arrivederci al più presto. Torno in auto e mi godo il tramonto, sorrido e ogni tanto piango…sono felice…GRAZIE!


lunedì, 07 luglio 2008

Nell'aria ferma dell'afa di fondovalle ho camminato. Un felino feroce mi aveva da poco smembrato le viscere, i momenti solari non sono bastati a rendermi meno pesante il piombo che è disceso nell'anima.

Come sempre sulla porcellana ho crocifisso una parte del mio corpo, l'ho lasciata sanguinare finchè non è morta per sempre. Con il lutto dipinto sulla pelle e marchiato nelle corde vocali da cui ora esce solo una raucedine di vecchiaia, sono uscita di casa. Calzoncini e scarpe da ginnastica...una piccola speranza appesa ad una mail spedita in mattinata all'oscuro di tutti, un legame ristabilitosi dopo un anno cui ho affidato una piccola ma reale possibilità di reincarnazione in una vita più mia!

Un ragazzo mi chiede delle monete...lo guardo, è bello, capelli ricci, barba incolta alto e moro con un sorriso sereno e pulito. E' seduto su uno zaino e mi chiede:
"Perchè se pianto dell'erba gli uccelli ne mangiano i frutti?"
"perchè non sono mica stupidi!"
"Brava...hai dato la mia stessa risposta, potremmo scrivere un libro io e te!"
Mi siedo per terra accanto a lui e iniziamo a parlare, ha 35 anni e la genuinità di un bambino, mi stringe la mano e mi chiede come mi chiamo. Mi racconta del suo sogno di andarsene ad Addis Abeba, mi racconta del suo viaggio in India, delle mucche per strada e delle scimmie di Delhi. Mi racconta che è un rasta, che sta raccogliendo soldi per poter partire. Mi racconta che la sera va nei supermercati e mangia quello che noi buttiamo. Parliamo di Cacciari, dello sviluppo sostenibile, dei suoi sogni...delle sue utopie...dei miei sogni...delle mie utopie...ci confondiamo. Mi offre una sigaretta e la condivido con lui, apro la borsa e prendo una bottiglia d'acqua...passa un'ora. I miei mostri sono spariti come se lui li avesse ingoiati, assorbiti, nascosti...scacciati. Mi guarda fisso negli occhi e io pure, sento un motus animi verso di lui che è del tutto autentico. Penso che chi gli dice che è matto non ha capito nulla...un matto non è così sincero, così vero come quest'uomo. E' laureato in filosofia e vuole andare ad Addis Abeba a coltivare campi attorno ad un lago...per un sogno così lu vive di nulla e ogni centesimo lo mette in un sacchetto per il passaporto e per il biglietto d'aereo.

Lo guardo e lui capisce...mi stringe la mano destra e mi sorride lucido...sono senza parole, tutto è sparito, dentro c'è solo il calore di questo ragazzo...mi sfugge una lacrima e lui mi sorride più forte...sorrido anche io e sono in pace, penso alle persone che amo a tutte, M., la mia famiglia, CosDan, la piccola Silvia, Cé, Paola, Mary...Peter...Yaya...Filippo..Mirko..Beatrice...Alessandro...amici..vite che quando sono con me riescono a cambiare la mia vita...

Saluto con un abbraccio...e vado a casa sotto l'afa che soffoca...non so come ci sia riuscito...ma quest'uomo mi ha reso felice in un modo che non avevo mai conosciuto!

Sono tornata indietro giusto per dirgli grazie e lui mi risposto con un sorriso...ci sono persone che salveranno il mondo, lui è una di queste!


mercoledì, 02 luglio 2008

Le strade sono dissestate ma le ruote di un'auto mi spostano attraverso campi ondulati, campi gialli, stoppie con macchie nere di fuochi di contadini. Colline colore dell'oro segnate da sentieri misteriosi di muretti a secco che si intrecciano, disegnano snodi e separano proprietà, storie e vite di chi li ha eretti.
Sole a picco, feroce, così grande che scolora l'azzurro del cielo che lo circonda, così luminoso che non lo si può guardare.
Aria in movimento, vento, folate leggere che spazzano via il calore dalla mia pelle, istanti di brivido che solleticano il mio corpo caldo. Il sole scende a biscottare la pelle, la mia pelle si colora all'istante e cambia odore, mi annuso; so di carne, so di cuoio lasciato al sole. COntinuo a guidare, continuo a viaggiare indietro nel tempo.
Casolari abbandonati, vacche magre che pascolano tra gli sterpi, scheletri di paesi che furono, arrampicati su colline scoscese. Mi fermo ad attraversare le starde, spio vite che sono e immagino le vite che furono.
Dalle finestre abbandonate esce odore di polvere fresca, odore di muri che si sgretolano, annuso l'aria e tornano alla memoria immagini evocate e risorte dai romanzi di Verga, da Pirandello...
Uomini dall'età indefinita stanno seduti fuori dai bar, sempre a bere ghiacciate granite, in camicia bianca e pantaloni neri...occhi che ti guardano, occhi che ti seguono, occhi che incontro e che leggo. Parole aperte di vocali, parole sanguigne di consonanti raddoppiate, sorrisi sporadici ma galanterie usuali.
"Non si preoccupi...è dovere! La saluto!"
Un prepotente sapore di libertà si fa gusto di mandorla, si fa gusto di pesce alla brace e gusto di melanzane arrosto, pomodori secchi...formaggi di capra...pistacchi...limone acidulo e sugoso...vino nero e stridente...ricotta frfesca...un uragano di sapori mi investe, mi lascia esausta e paga come un amante dolce, lento, estenuante e passionale.
Torno in auto...riparto verso altri luoghi di questo luogo...sorrido.La vita che si affaccia

venerdì, 20 giugno 2008

"Un sospiro soffocato dal pensiero gocciola in una goccia salata dagli occhi a pavimento. Vivo nel mio mondo, ono altro da questo mondo...
Lascio che il sole mi scotti la pelle sottile e porti a galla le efelidi in letargo. Il ghiaccio riflette una luce affilata che affonda nei miei occhi e mi lascia la possibilità di piangere.
Un altro sorpiro, dolce, profondo, sensuale...una carezza e il pensiero vola a chi saprebbe rendere il logos una insostenibile leggerezza, un atto non amorevole ma fiero e sensuale.
Il ricordo di un momento in un luogo che non è questo sembra un mondo parallelo su cui mi sono affacciata per un frugale giorno...per una lunga mattinata...per una intensa notte...per un doloroso risveglio.
Le pareti di casa mi si sgretolano innanzi ai piedi, preparo di nuovo la valigia, in viaggio perenne...non so ancora viaggiare senza muovere il mio corpo...ho bisogno di navigare nello spazio per poter attraversare le ditanze e lasciare che il pensiero si liberi...attraverso finzioni di vita reale e vivo in un tempo che non esiste se non nel momento stesso in cui lo vivo!"

...Parto ancora..parto di nuovo...vado al Sud a ritrovare di nuovo il mare assaggiato fino a ieri a Venezia...vado al sud per incontrare le persone attraverso i loro occhi...e poi...e poi tornerò giusto il tempo di fare di nuovo la valigia..e poi di nuovo partire...e forse...riuscirò finalmente ad andare dove i sospiri mi indicano...verso il mio mondo reale...lontano da un mondo di finzioni che vive quotidianemente come riflesso di uno specchio vuoto!

Have a nice day!

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